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Lettera ad un ragazzo irlandese

Sono quasi sicura di voler tornare in Irlanda, quasi certa di voler tornare da te. Ti penso spesso e il tuo silenzio pesa come un macigno. Mi avevi già detto che non eri tipo da mandare mail o sms, che preferisci parlare con le persone faccia a faccia, ma di certo capisci bene che non vivo dietro l'angolo. Ti ho conosciuto quando il mio soggiorno in Irlanda stava per finire, ho passato la mia ultima sera a Limerick a cena con te, ricordo quello di cui abbiamo parlato, ma soprattutto ricordo quanto ho pianto quando mi hai riaccompagnato a casa e ho capito che tra poche ore stavo per andare via. Ho pianto finché non ho dovuto chiamare il taxi per andare alla stazione degli autobus. Ho pianto anche i due-tre giorni successivi al mio ritorno a casa, continuavo a pensare che poche ore prima ero in Irlanda a cena con te, e poi mi avevi portato a Castleconnell e io facevo foto mentre tu davi da mangiare alle anatre. Erano passate le 10 e mezza di sera e il sole stava tramontando, se ci ripenso adesso sento ancora la tua voce che imita il verso delle anatre per farle uscire fuori, mi viene da ridere e da piangere insieme perché non sono lì, non sono con te. So solo che mi manca tutto dell'Irlanda.

Vorrei tornare da te e dirti: "Ok, scusa per l'inconveniente, sono di nuovo qui, possiamo riprendere a conoscerci meglio come stavamo facendo prima che dovessi partire, dove eravamo rimasti?", vorrei dirti: "Ti prego aspettami, mi laureo e torno da te, giuro che faccio più in fretta che posso e torno, te lo prometto!" Tutta questa distanza mi sembra ingiusta. Il tuo silenzio mi sembra ingiusto. Quello che provo mi sembra strano e stupido. Ho chiesto consiglio a tante persone e mi hanno detto di lasciar perdere, quel che è stato è stato e non posso mica pretendere di fermare il tempo o di legare a me le persone. In fondo sapevo benissimo che non sarei riuscita a staccare completamente la spina una volta ritornata a casa, non sarei stata capace di dire a me stessa che è stata una bella esperienza e stop, nient'altro. Una parte di me vuole tornare da te, l'altra cerca di convincersi che sarebbe solo una stronzata colossale.

Pubblicato il 28/1/2013 alle 0.5 nella rubrica diario.

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